C'è un uomo nudo in casa
Domenica 18 e lunedì 19 Maggio ore 21:00
Palazzo del turismo (Montegrotto Terme)
Conferenza Montanari 18 Gennaio 2007
Il 18 Gennaio 2007 alle ore 21.00 il Dott. Stefano Montanari sarà a Padova, al Piccolo Teatro di via Asolo 2 (Zona Armistizio), per fare il punto sulle sue ricerche a proposito delle cosiddette "nanopolveri".
Noi siamo ormai abituati a sentire parlare di polveri sottili, identificate con i PM10, quelli per cui ogni tanto dobbiamo lasciare a casa l'automobile costringendoci alle "domeniche ecologiche".
In realtà questo termine comprende tutto il Particolato, cioè tutte le polveri emesse, non solo quelle con un diametro di 10 micron (0,001 mm) come appunto i pm10, ma anche quelle più sottili: ci sono infatti particelle molto più piccole (PM2,5 - PM1 - PM0,5 - PM0,1 micron) prodotte nella combustione ad alte temperature.
Queste sono molto più leggere, quindi facilmente trasportate dai venti per settimane, anche a migliaia di km di distanza (non si spiegherebbe diversamente la loro presenza in Groenlandia).
Ciò significa che dobbiamo preoccuparci per l'aria che respiriamo, ma anche per i i cibi che mangiamo, vista la loro presenza sulle coltivazioni.
Le nanoparticelle (a differenza dei PM10 che si fermano a livello bronchiale) possono penetrare nelle cellule del nostro organismo, raggiungere i loro nuclei e modificarle, potendo in questo modo causare terribili malattie come la leucemia ed altri tumori e provocare persino malformazioni nei nascituri.
È importante sapere che non esiste nessun filtro in grado di fermarle. Anzi molti filtri per combattere i meno nocivi PM10 non fanno altro che renderli ancor più sottili. Ciò sembrava una valida soluzione. Il risultato invece è stato quello rendere impossibile il loro rilevamento con gli attuali strumenti ed aumentare il pericolo alla nostra salute. È proprio in questo che consiste, ad esempio, l'inganno dei filtri antiparticolato montati su alcune automobili, di cui si parla in questo periodo (Euro4). Essi infatti "trattengono" i PM10 per poi disgregarli in PM2,5 e liberarli nell'atmosfera. Da ogni PM10 "nascono" 64 PM2,5 ... 1000 PM1 ... un milione di PM0,1!
E qui le dimensioni contano davvero: più piccole sono le particelle più danni possono fare.
Quali soluzioni adottare?
Da quanto detto c'è un solo sistema: non produrle o, quanto meno, ridurre al massimo la loro produzione.
Uno dei luoghi di produzione di questi microscopici killer sono gli inceneritori nei quali le temperature raggiungono valori ben superiori a 1000 gradi. Certo non sono i soli (anche il traffico ne produce, non c'è dubbio), ma attorno ad essi c'è un mondo di falsa informazione e di speculazione che ricade direttamente sulla pelle dei cittadini, un mondo che va denunciato senza mezzi termini.
Gli inceneritori sono un grande affare economico per chi li costruisce e li gestisce, ma non perché siano economicamente efficienti: se non li pagassimo noi, con le nostre tasse, nessuno si sognerebbe di costruire inceneritori per "produrre" energia.
Cosa significa questo?
Innanzitutto è necessario sapere che l'Italia è l'unico paese al mondo che considera l'energia prodotta con i rifiuti uguale a quella solare, eolica, geotermica. E' semplice capire, ad esempio, che la plastica (derivata dal petrolio) non può essere considerata una "fonte rinnovabile". Eppure lo Stato, anziché limitare l'energia così prodotta, perché inquinante e pericolosa, la sovvenziona con i nostri soldi attraverso il meccanismo dei certificati verdi e dei CIP6. Cioè noi paghiamo ogni mese, con la bolletta ENEL, una "tassa" che dovrebbe essere utile ad incentivare le fonti energetiche rinnovabili e non inquinanti, e che invece va direttamente nelle tasche dei produttori di energia altamente inquinante e dannosa pagando così tre volte l'energia che ci viene fornita ...
Un'ultima notizia: sapevate che il modo in cui vengono utilizzati gli inceneritori fa sì che tutta la fatica che i cittadini fanno per separare la carta dal vetro e dalla plastica serve solo a facilitare i "signori" dell'incenerimento?
Infatti questo tipo di raccolta differenziata serve soltanto a separare e preparare i rifiuti che verranno poi bruciati in base alle temperature da raggiungere. Sarebbe invece opportuno diminuire il materiale da bruciare ed incentivare il riciclo.
Insomma è proprio il caso di dire: oltre al danno, anche la beffa!
Di tutti questi aspetti, e di
molti altri, discuteremo il 18 Gennaio, oltre che con il dott. Montanari, anche con il dott. Gianluigi Salvador, esperto del WWF per la sezione "Rifiuti ed Energia".

No documents found.
