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Introduzione alla bioedilizia: Abitare secondo natura

Introduzione alla bioedilizia: Abitare secondo natura

Nei paesi di lingua anglosassone hanno chiamato sick building sindrome, la serie di disturbi (allergie,mal di testa,iperattività,malessere generale) sempre più diffusi tra coloro che vivono o lavorano in edifici e case malsane (tuttavia va detto che uno studio epidemiologico inglese dell'Aprile 2003 concluse che tali sintomi sono risultati essere più riconducibili allo stress).

Quando si pensa a edifici poco idonei vengono subito in mente le bidonville di alcune metropoli sud americane o le tristi baraccopoli post-terremoto di alcune zone italiane,ma purtroppo non è sempre così:"Meraviglierà sapere-spiega il geopatologo Umberto Cerri -che le case malsane in questione non sono tuguri con poca luce e grondanti d'umidità bensì costruzioni nuove o ristrutturate di recente,oppure edifici tirati su in questi ultimi quarant'anni con materiali a basso costo e,di sicuro,senza tener conto della natura del terreno e della radioattività naturale o riflessa".

 

bioedilizia

Non si tratta qui di fare dell'allarmismo ingiustificato,a trasformare in un ambiente poco salutare interi stabili,villini progettati da architetti di grido e perfino vecchie coloniche rimesse a nuovo sono - secondo Attilio Speciani,specialista in Allergologia e Immunologia Clinica - in primo luogo i prodotti derivanti dalla combustione (fornelli,stufe, scaldabagno,ecc.), il fumo di sigaretta,i vapori di sostanze emesse dai materiali di costruzione e arredamento (pannellature di legno contenenti formaldeide; vernici e pitture con piombo e solventi tossici;materiali edilizi realizzati con scarti da altoforno ricchi di radon;tegole, piastrelle e pannelli antincendio contenenti amianto;ecc.), le polveri ricche di acari, le radiazioni elettromagnetiche prodotte dagli elettrodomestici e dagli impianti elettrici e il radon(gas inerte che proviene dal sottosuolo). Si tratta di fonti d'inquinamento assai eterogenee, alcune delle quali possono essere combattute con efficacia applicando semplici norme igieniche e soprattutto ripristinando una vecchia quanto efficace abitudine: arieggiare il più frequentemente possibile la casa.

Certo,in molte strade delle nostre città i rumori e gli effluvi provenienti dal traffico automobilistico nelle ore di punta fanno sorgere seri dubbi sulla validità del ricambio d'aria,ma anche in questi casi bisogna trovare il modo di aprire frequentemente le finestre,magari sfruttando le prime ore del mattino,quando il traffico è meno intenso.

Più difficile è tener testa alle fonti invisibili dell'inquinamento domestico,vale a dire le radiazioni elettromagnetiche,le esalazioni di vapori nocivi da parte dei materiali di costruzione e d'arredamento.

La maniera più efficace per ridurre al minimo i rischi dell'inquinamento indoor è quella di ripensare profondamente i criteri con cui sono realizzate le abitazioni e i materiali per l'arredamento,eliminando o quanto meno riducendo le fonti di polluzione domestica.

L'obiettivo è arrivare a concepire l'edificio non come un cubo di mattoni e cemento privo di vita,ma come una 'terza pelle' che come tale intesse una relazione intima e profonda con gli esseri viventi con cui è correlata.

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